Impianti di riscaldamento invernale

L’accensione degli impianti termici destinati al riscaldamento invernale delle civili abitazioni e delle attività è consentita in un periodo mensile e giornaliero ben definito. In base a quanto disposto dalla normativa di riferimento e dal Decreto n. 383 del 6.10.2022 (243.6 KB) File con estensione pdf.

Il periodo di accensione degli impianti termici per il Comune di Prato (zona climatica D) è consentito dal giorno 8 novembre al 7 aprile, per 11 ore giornaliere. 

I valori di temperatura consentiti sono:

  • 17 °C per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili (con una tolleranza massima di 2° in più);
  • 19 °C per tutti gli altri edifici tra cui le abitazioni (con una tolleranza massima di 2° in più).

Per approfondimenti si rimanda alle indicazioni ENEA per l’attuazione del Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale.

In presenza di condizioni climatiche eccezionali, il sindaco può consentire l'accensione degli impianti termici in periodi diversi da quello indicato, con un'apposita ordinanza.

La manutenzione periodica del proprio impianto termico è un obbligo previsto, dal Regolamento Regionale n. 25/r del 2015 e dal D.Lgs 192/05, per ottimizzare il rendimento energetico della caldaia e contenere il consumo di energia.

Deroghe

Queste disposizioni del decreto non si applicano:

  • agli edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili ivi compresi quelli adibiti a ricovero o cura di minori o anziani, nonché alle strutture protette per l'assistenza ed il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici;
  • alle sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali, che non siano ubicate in stabili condominiali;
  • agli edifici adibiti a scuole materne e asili nido;
  • agli edifici adibiti a piscine, saune e assimilabili;
  • agli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili, nei casi in cui ostino esigenze tecnologiche o di produzione.

Le limitazioni relative alla sola durata giornaliera di attivazione non si applicano nei seguenti casi:

  • edifici adibiti a uffici e assimilabili, nonché edifici adibiti ad attività commerciali e assimilabili, limitatamente alle parti adibite a servizi senza interruzione giornaliera delle attività;
  • impianti termici al servizio di uno o più edifici dotati di circuito primario, volti esclusivamente ad alimentare gli edifici di cui alle deroghe previste al comma 4, per la produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari, nonché al fine di mantenere la temperatura dell'acqua nel circuito primario al valore necessario a garantire il funzionamento dei circuiti secondari nei tempi previsti;
  • impianti termici al servizio di più unità immobiliari residenziali e assimilate dotati di gruppo termoregolatore pilotato da una sonda di rilevamento della temperatura esterna con programmatore che consenta la regolazione almeno su due livelli della temperatura ambiente nell'arco delle 24 ore; questi impianti possono essere condotti in esercizio continuo purché il programmatore giornaliero venga tarato e sigillato per il raggiungimento di una temperatura degli ambienti pari a 16°C + 2°C di tolleranza nelle ore al di fuori della durata giornaliera di attivazione di cui al comma 2;
  • edifici pubblici e privati che rispettino gli obblighi di utilizzo di impianti a fonti rinnovabili di cui all’Allegato 3, paragrafo 2, punto 1 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n.199 e che pertanto siano dotati di impianti alimentati prevalentemente a energie rinnovabili.

Al di fuori di tali periodi, gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio e, comunque, con una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita in via ordinaria (come precisato dell'art. 4, comma 3 del D.P.R. 74/2013), quindi a Prato, per una massimo di 6 ore.

Inoltre il Sindaco con ordinanza, può ampliare o ridurre sia il periodo di esercizio degli impianti che la durata giornaliera di esercizio a condizione che vi siano "comprovate esigenze" (persistenza di condizioni meteorologiche sfavorevoli, oppure che vi sia la  necessità di ridurre le emissioni di gas combusti in atmosfera nei periodi nei quali Arpat rileva il reiterato superamento delle polveri sottili PM10, in questo caso il periodo di esercizio giornaliero dell'impianto viene ridotto (art. 5, comma 3 del D.P.R. 74/2013).

Normativa di riferimento

  • D.P.R. n. 412/1993 – artt. 2, 3 e 4 – allegato A
  • D.P.R. n. 74/2013 – artt. 3, 4 e 5
  • Regolamento Regionale - D.P.G.R. 3 marzo 2015, n. 25/R – art. 6
  • Decreto n°383 del 6.10.2022

Termoregolazione impianto: obblighi per i condomini

Nei condomini con riscaldamento centralizzato era necessario installare obbligatoriamente entro il 30 giugno 2017 sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore.

Per approfondimenti si rimanda alla guida ENEA: Ripartizione delle spese dei consumi di energia termica nei condomini.

Questi sistemi tecnologici consentono infatti sia di regolare autonomamente la temperatura in ogni unità immobiliare, sia di suddividere le spese in proporzione a quanto ciascun condomino effettivamente consuma (si possono ottenere risparmi di combustibile tra il 10% e il 30% annui). Lo prevede il D.Lgs 102/2014 che ha recepito la direttiva europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Impianti di climatizzazione estiva

Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione estiva, la media delle temperature nei singoli ambienti raffrescati non deve essere minore di 26 °C con una tolleranza massima di – 2 °C per tutti gli edifici (art. 3 del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74).

Informazioni utili

Termoregolazione e contabilizzazione del calore dal portale dell'ENEA.

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