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 Sarajevo e Prato si sono gemellate nel 1997.

Le relazioni commerciali fra le due città (e fra l'industria pratese ed altre realtà della ex - Yugoslavia) hanno origini lontane.

I rapporti istituzionali e le radici del gemellaggio risalgono, invece, ai recenti, tragici anni del conflitto che ha sconvolto e distrutto Sarajevo.

A partire dal 1994 sono state numerose le iniziative di solidarietà che Prato ha promosso a favore della popolazione civile della capitale bosniaca, assediata ed isolata dal resto del mondo per un lunghissimo periodo.

Oltre al Comune di Prato hanno concorso alle varie raccolte di aiuti umanitari tanti altri soggetti istituzionali e privati della città (la Curia Vescovile, il Comitato Unitario per la Difesa dell'Ordine Democratico, la Protezione Civile, le Categorie Economiche, le Organizzazioni Sindacali, le Associazioni del Volontariato, ecc.), ma soprattutto tanti singoli cittadini che in vario modo e a più riprese hanno dato un concreto contributo.

A seguito di un primo, diretto incontro fra i sindaci delle due città, Tarik Kupusovic e Claudio Martini, avvenuto ad una manifestazione per la pace a Campegine (Reggio Emilia) nel luglio 1994, furono meglio definite le operazioni di soccorso e lanciata l'originale idea di donare del tessuto di Prato ad una ditta di confezioni di Sarajevo per la realizzazione di abiti per la popolazione civile.

Con la Campagna "Sarajevo - 1000 e una stoffa" le aiende tessili pratesi hanno messo a disposizione di Sarajevo quasi 100.000 metri di stoffe ed un notevole quantitativo di accessori per il confezionamento di abiti invernali.

Dopo l'invio di tante tonnellate di generi alimentari di prima necessità, quella della stoffa è stata una delle iniziative che ha avuto maggiore successo e risonanza fra gli stessi cittadini di Sarajevo. Alla radio, sui giornali e con materiale informativo affisso sui tram (un mezzo che ha avuto, nel bene e nel male, un ruolo significativo nell'assedio di Sarajevo), si è parlato con grande risalto dei tessuti di Prato.

La fornitura ha avuto il duplice beneficio di far realizzare indumenti utili e di far riprendere il proprio lavoro ad alcune decine di operaie di una ditta di confezioni, aiutandole, così, a vivere in modo diverso, per un certo periodo, l'incubo quotidiano della guerra.

Prato è stata vicina a Sarajevo anche con significativi contributi di materiale medico-sanitario (messo a disposizione dall'Azienda U.S.L. dell'area pratese) e con un'altra singolare iniziativa promossa dalla Circoscrizione Comunale Prato Nord, con la quale sono stati raccolti e consegnati direttamente ai bambini di Sarajevo oltre 5000 giocattoli di bambini pratesi.

Intensi sono stati anche i rapporti culturali fra le due città, nell'ambito dei quali, oltre a varie mostre fotografiche, convegni e seminari sulla pace ha assunto un particolare rilievo il "Progetto Sarajevo 2000", che ha preso il via proprio a Prato con una mostra allestita dal Centro per l'Arte Contemporanea "L. Pecci". Il progetto prevede una serie di esposizioni nei maggiori centri d'arte contemporanea d'Europa, tutti gli artisti che partecipano alle mostre donano al futuro museo d'arte contemporanea di Sarajevo una loro opera: grazie a questi contributi il nuovo museo dovrebbe essere in grado di aprire e presentare la propria collezione permanente nell'anno 2000.

Tutte le operazioni umanitarie intraprese da Prato per Sarajevo sono andate a buon fine con la consegna dei materiali raccolti grazie alla continua e preziosa collaborazione ricevuta dall'allora Ambasciatore italiano a Sarajevo, S.E. Vittorio Pennarola, e dagli uffici della Cooperazione Italiana di Spalato attivi durante tutta la fase dell'emergenza Bosnia.

La città di Sarajevo ha dimostrato un'immediata riconoscenza e stima per gli sforzi compiuti da Prato. Nel gennaio del 1995, ancora in stato d'assedio, durante una manifestazione internazionale tenuta nella capitale bosniaca con la partecipazione dei sindaci delle maggiori città europee, Prato fu dichiarata "Città sorella" e al sindaco Claudio Martini fu conferita la cittadinanza onoraria di Sarajevo in precedenza un anologo riconoscimento era stato assegnato al Presidente francese François Mitterand).

Il 7 aprile 1997, in occasione di una solenne cerimonia tenuta nella Sala Consiliare del Comune di Prato, alla presenza del Ministro per la solidarietà e gli affari sociali, Onorevole Livia Turco, il Sindaco di Prato, Fabrizio Mattei e il Presidente del Cantone di Sarajevo, Midhat Haracic, hanno sottoscritto il patto di gemellaggio fra le due città, con l'intento di approfondire la reciproca conoscenza e di allacciare rapporti sempre più stretti anche nella delicata, importante fase di ricostruzione materiale e morale della capitale bosniaca.

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