Reddito di Libertà per donne vittime di violenza

Il Reddito di Libertà è un contributo a favore di donne vittime di violenza, che si trovano in una particolare condizione di povertà e vulnerabilità, pensato per incentivare la loro emancipazione economica.

Si tratta, infatti, di un aiuto economico fino a 530€ mensili (fornito per massimo un anno), che viene corrisposto in un'unica soluzione e che può servire, ad esempio, per le spese abitative o per il sostegno nella crescita dei figli.

A chi è rivolto

Il contributo è destinato alle donne, con o senza figli, seguite dai Servizi Sociali e dai Centri Antiviolenza riconosciuti dalla Regione, nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Inoltre, le donne, devono avere i seguenti requisiti:

  • essere residenti nel territorio italiano;
  • essere cittadine italiane;

oppure

  • essere cittadine di un paese membro dell'Unione Europea con diritto di soggiorno;

oppure

  • essere cittadine di uno Stato non appartenente all'Unione Europea e titolari di una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell'Unione Europea, o in possesso di regolare permesso di soggiorno UE di durata superiore al semestre, o del permesso di protezione speciale.

Alle cittadine italiane sono equiparate le straniere aventi lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria (cfr. l’art. 27 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251).

Il reddito di libertà viene fornito anche a chi già percepisce altri tipi di sostegni economici, come, ad esempio, l'assegno di inclusione.

Come fare domanda

La richiesta del reddito di libertà viene presentata dalla donna per il tramite dei Servizi Sociali o dei Centri Antiviolenza al Comune di residenza. Successivamente, sarà l’ufficio comunale che inoltrerà la domanda all’INPS.

Quando

A partire dal 1° gennaio di ogni anno, le donne in possesso dei requisiti, comprese quelle la cui domanda presentata entro il 31 dicembre dell’anno precedente ha avuto un esito “Non accolta per insufficienza di budget”, possono presentare la domanda tramite i Comuni di riferimento.

Per informazioni

Per informazioni ci si può rivolgere ai Centri Antiviolenza (a Prato Centro antiviolenza "La Nara"), oppure al Punto Unico di Accesso per Sociale e Società della Salute – PUA del Comune di Prato.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla pagina dedicata sul sito di INPS.

Ultimo aggiornamento: 19/03/2026

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