Protocollo
di intesa sui tempi e gli orari della cittá
Protocollo firmato a Prato il 22 marzo 1996
1 - Governare il tempo
Il tempo é una risorsa preziosa che bisogna utilizzare con rispetto per esaudire una domanda di maggiore libertá, di equitá sociale, di migliore qualitá della vita.
Nelle cittá i ritmi di vita e l'uso del tempo non sono più scanditi come in passato da una prevedibilitá facile da governare ed i singoli cittadini , devono sempre più fare i conti con un sistema complesso. per questi motivi è nata l'idea che anche il tempo della cittá, come il territorio, possa essere coordinato e governato dall'Amministrazione Comunale .
L'Art. 36, terzo comma, della legge 142/1990 "Ordinamento delle Autonomia Locali ",attribuisce al Sindaco competenze di coordinamento degli orari : " il Sindaco é competente, nell'ambito della disciplina regionale e sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale, a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici ,nonchè gli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici delle Amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare l'esplicazione dei servizi alle esigenze complessive e generali degli utenti."
Questo mandato viene confermato ed ampliato dalla Legge Regionale 62/92 della
Regione Toscana.
Anche la legge 241/90 recepisce il problema del tempo come strettamente legato
ai diritti di cittadinanza e ad un nuovo rapporto fra le amministrazioni ed
i cittadini, introducendo l'obbligo di espletare il procedimento amministrativo
in un tempo breve e definito, chiaramente indicato su ogni atto.
Il decreto 29/93 fra i criteri generali di riorganizzazione della macchina amministrativa sancisce "l'armonizzazione degli orari di servizio di apertura degli uffici con le esigenze dell'utenza."
Per la legge 125/91 il tempo é un fattore sociale che determina pari opportunitá fra i cittadini: all'Art. 1 infatti, si parla di un riequilibrio delle responsabilitá familiari fra i due sessi " anche mediante una diversa riorganizzazione del lavoro, delle condizioni e del tempo di lavoro."
Negli ultimi anni sul tema è cresciuto un patrimonio di riflessioni , proposte e sperimentazioni soprattutto per merito delle donne. In alcune cittá italiane sono state avviate esperienze per realizzare tempi ed orari di vita più rispettosi delle esigenze dei cittadini.
Anche il Comune di Prato ha promosso la realizzazione di una ricerca affidata alla Societá Le9, che ha sondato le esigenze dei cittadini e delle cittadine sull'organizzazione dei servizi.
Inoltre il Sindaco, nell'istituire l'Assessorato alla Trasparenza , ha voluto evidenziare un'apposita delega ai tempi ed orari della cittá."
Il Comune di Prato intende assolvere questo compito istituzionale attraverso un percorso concordato con gli attori sociali e le istituzioni e con il coinvolgimento della altre amministrazioni locali in modo che vi sia miglior coordinamento per le iniziative che si renderanno necessarie.
2 - Gli Obiettivi
Obiettivi dell'azione coordinata dei soggetti istituzionali e sociali citati sono:- migliorare la vivibilitá della cittá anche attraverso una riorganizzazione dei tempi e degli orari dei servizi pubblici e privati, orientandoli alle esigenze della domanda e non a quelle dell'offerta;
- contribuire alla riduzione della congestione da traffico e del conseguente inquinamento atmosferico ed acustico sia attraverso una più razionale distribuzione delle attivitá durante la giornata che attraverso l'eliminazione degli spostamenti inutili;
- coordinare gli orari delle attivitá e dei servizi seguendo il principio della diversificazione e della complementarietá , nell'ottica di una cittá permanentemente attiva ed aperta.
- svolgere un'azione sinergica per incentivare il decentramento dei servizi, dei punti di erogazione degli enti della Pubblica Amministrazione e dell'utilizzo dei più moderni strumenti informatici e telematici;
- realizzare un sistema informativo a livello provinciale tale da offrire ai cittadini un migliore accesso alle informazioni ed agli atti, con un contemporaneo snellimento delle procedure (progetto Ponet);
- sviluppare l'equitá sociale in modo che l'uso del tempo, l'accessibilitá dei servizi e le opportunitá offerte dalla cittá siano combinate con una maggiore efficienza delle risposte dell'intero sistema urbano in particolare verso categorie sociali piú deboli ( anziani, bambini, disabili, disoccupati ecc.) e con le esigenze della vita delle donne.
3 - Gli impegni
I soggetti firmatari del presente Protocollo di Intesa assumono reciprocamente i seguenti impegni: - che qualsiasi iniziativa assunta in materia di orari dei servizi e degli esercizi commerciali ed ogni sperimentazione rivolta al cambiamento di uno o piú orari delle stesse attivitá, siano inserite in un progetto globale, cioé nell'ambito del Piano Regolatore degli Orari della Cittá.
- che sia costituita la Consulta degli Orari dell'area Pratese con il compito di elaborare il disegno complessivo, di suggerire sperimentazioni anche per settori specifici e di verificarne i risultati in tempi stabiliti;
- che siano ricercate speciali intese fra i Comuni dell'area pratese e del distretto industriale interessati agli spostamenti pendolari da e per Prato, affinché il Piano degli Orari corrisponda alle comuni esigenze delle popolazioni le cui attivitá economico sociali sono così fortemente integrate.
In particolare il Comune di Prato si impegna a:
- migliorare l'accessibilitá ed il funzionamento dei propri servizi modificando gli orari di lavoro, nell'ambito delle norme sindacali che lo regolano e modificando gli orari di apertura al pubblico;
- redigere un Piano Regolatore degli Orari entro il 31.12.1996 sulla base delle indicazioni della Consulta e confrontare con i soggetti firmatari le indicazioni che ne derivano.
