Commento sullo sviluppo e lo stato di attività delle ditte
Iniziata lentamente verso la fine degli anni '80 nel settore delle industrie
tessili e dell'abbigliamento a Prato, la presenza delle ditte gestite da cittadini
di origine cinese è rapidamente cresciuta nel successivo decennio e
si è diffusa ampiamente verso la fine degli anni
'90 (immagine in formato .gif 7 KB). Dalle 212 ditte attive registrate
dalla locale Camera di Commercio nel 1992 siamo saliti gradualmente fino alle
479 del 1997, per balzare, poi, alle 862 del 1998 e alle 1.102 del 1999. Negli
anni successivi il loro numero è continuato ad aumentare, arrivando
a 1.499 nel 2001, 1.559 nel 2002, 1.724 nel 2003 e 2.013 nel 2004.
A questa forte espansione imprenditoriale (in parte addebitabile all'evolversi
delle normative sull'immigrazione) si è affiancato il procedere di
alcuni processi di cambiamento come l'emergere di una crescente eterogeneità
di forme giuridiche delle ditte, il ridursi dell'incidenza delle imprese artigiane
e una certa tendenza verso una diversificazione dei settori di attività.
Accanto alle tante ditte individuali (da sempre la componente maggioritaria
tra le imprese cinesi e, in generale, nell'area pratese) si è diffusa
una significativa presenza prima di società di accomandita semplice
e, poi, di società di capitale. Contemporaneamente si è sviluppato
un progressivo inserimento in nuovi settori di attività che sta ora
acquistando sempre più rilevanza, ma sono cresciute anche le difficoltà
incontrate dalle imprese cinesi, molte delle quali sono state costrette a
chiudere la propria attività.
I dati del 2004 vedono un aumentato incremento delle ditte attive (+16,76%, contro il +10,58% registrato nel 2003) cui si affianca, però, un incremento ancor più consistente di quelle cessate (che è in parte addebitabile, tuttavia, a una loro sottostima nei dati del 2003 dovuta a cambiamenti intercorsi in quell'anno nelle modalità di gestione degli archivi).
A chiudere sono soprattutto le imprese artigiane, tra le quali la percentuale di aziende attive si riduce nettamente (dal 58,75% al 53,29%) malgrado il perdurante avvio di nuove attività. Numerose, tuttavia, sono le cessazioni registrate anche tra le aziende non artigiane ma il loro incremento è molto più contenuto mentre maggiore è quello delle aziende attive che aumentano sensibilmente la loro incidenza percentuale (dal 47,72% al 50,92%).
La crescita dei casi di cessazione si verifica in tutti i comuni fortemente interessati dalla presenza cinese (Prato, Montemurlo, Carmignano e, in minore misura, Poggio a Caiano) e ovunque si riduce la percentuale di imprese attive. Il fenomeno appare più accentuato nei comuni della provincia (dove sensibilmente inferiore è pure la crescita delle attive) che mostrano, adesso, un'incidenza delle cessate più elevata di quella registrata nel capoluogo.
Le difficoltà colpiscono sia le industrie tessili e dell'abbigliamento che quasi tutti gli altri settori e, malgrado il perdurante incremento in ognuno di essi del numero di imprese operanti sul mercato, è solo nel commercio e nella ristorazione che aumenta la percentuale di ditte attive.
Sia le cessazioni che gli avvii di attività coinvolgono soprattutto le ditte individuali , essendo queste le più numerose, ma prosegue la crescita della presenza sul mercato delle società di capitale (tra le quali pochi sono i casi di cessazione finora registrati).
