Commento sui movimenti migratori annuali
I movimenti migratori dei residenti cinesi non sono soltanto in entrata nel territorio comunale ma anche in uscita da esso. Un'analisi su questi ultimi (che risultano, peraltro, piuttosto consistenti) è stata avviata dalla Banca Dati del Centro di Prato soltanto a partire dal 1995, in seguito a cambiamenti avvenuti nelle modalità di gestione alla fonte dell'archivio anagrafico (che hanno consentito di non perdere più dati relativi agli emigrati).
I dati del 2005 rilevano il perdurare di
movimenti migratori ) nel corso dell'intero
anno, con una netta prevalenza di quelli in entrata (2.120 immigrati, 607
emigrati) che crescono sensibilmente rispetto all'anno antecedente (+24%)
mentre diminuiscono di qualche unità quelli in uscita.
La stragrande maggioranza (74,53%) degli arrivi provengono direttamente dalla
Cina ma numerosi e in aumento risultano pure
i movimenti migratori interni al territorio
italiano. Si rafforzano, infatti, i flussi già da tempo esistenti dalla
Toscana (principalmente dai comuni delle province di Prato e Firenze)e proseguono
quelli dalla Campania (principalmente da San Giuseppe Vesuviano e altri comuni
della provincia di Napoli), la Lombardia e altre regioni.
Circa il 15% degli immigrati sono sposati
e oltre il 25% sono coniugi o figli di altri
immigrati. Il confronto con i dati dell'anno antecedente mostra, però,
una netta riduzione della loro incidenza (nel 2004 coniugi e figli costituivano
quasi il 31% dei nuovi arrivati) e un forte incremento (analogamente a quanto
già registrato anche nel 2004) dei capifamiglia (dal 39% al 43%). Aumentano
nettamente gli arrivi individuali (dai 608,
pari al 36,54% degli immigrati nel 2004, a 874, pari al 41,96% degli immigrati
del 2005) e cresce tra di essi la percentuale di persone che non hanno dei
familiari a attenderli a Prato (dal 67,60% al 70,82%). Tra chi arriva, invece,
insieme ad altri parenti si registra un incremento della percentuale di famiglie
che hanno altri membri già residenti in comune (dal 43% al 47%).
Per quanto riguarda i movimenti in uscita diminuiscono quelli che coinvolgono
più membri di una stessa famiglia e aumentano gli spostamenti individuali
che coinvolgono il 27% degli emigrati (contro il 20% registrato nel 2004).
Aumenta l'incidenza dei capofamiglia (dal
33% al 37%) e si riduce sensibilmente, soprattutto tra gli uomini, la percentuale
di persone sposate.
Tra chi emigra da solo, però, aumenta la percentuale di coloro che
lasciano a Prato qualche membro della famiglia (dal 45% al 50%), lasciando
ipotizzare una natura provvisoria dello spostamento, mentre tra chi emigra
insieme a altri familiari cresce nettamente (dal 65% al 73%) la percentuale
di famiglie che non lasciano a Prato alcun componente e sembra prevalere nettamente
la scelta di una definitiva emigrazione dal comune.
Le principali regioni di emigrazione continuano
a essere la Toscana (soprattutto i comuni
delle province di Prato e Firenze), Sicilia, Lombardia e Emilia Romagna (con
forti incrementi sulla Toscana e la Sicilia) mentre si riducono drasticamente
i flussi verso il Veneto. Emergono nuovi movimenti verso il Friuli Venezia
Giulia (concentrati soprattutto su Udine) e la Calabria e si rafforzano quelli
di rientro nella madrepatria che, pur mantenendo esigue dimensioni, costituiscono
ormai un fenomeno costantemente rilevato da diversi anni.
Dati più recenti sui movimenti migratori sono riportati nelle elaborazioni trimestrali.
