L'entrata in guerra a fianco della Germania nazista, insieme ad altre
scelte sciagurate del Governo Mussolini, l'embargo dei paesi alleati verso
l'Italia e l'inizio dei bombardamenti alleati, avevano ormai messo in
ginocchio il paese con i suoi poveri abitanti.
L'8 Settembre 1943, viene resa pubblica la notizia dell'armistizio
(firmato 5 giorni prima) tramite un comunicato radiofonico del re Vittorio
Emanuele III e Badoglio, entrambi in fuga da Roma verso Brindisi. La notizia
crea sbandamento nell'esercito italiano e caos nel paese, mentre
a nord le truppe tedesche occupano unità produttive e vie di comunicazione
e iniziano i rastrellamenti dei soldati italiani sbandati. La gente crede
inizialmente che sia finalmente la fine di un incubo, in realtà
il peggio deve ancora venire:
Mussolini, arrestato in luglio, viene liberato il 12 settembre sul Gran
Sasso da paracadutisti tedeschi.
Dopo pochi giorni il fascismo si riorganizza e il 23 settembre a Salò
nasce la "repubblica sociale italiana". Ai giovani e soldati
chiamati alle armi dalla repubblica di Salò non resta che scegliere:
partire o disertare.
Con i fascisti o contro di loro.
Lo stesso è successo nelle nostre zone, che come altre hanno pagato
un prezzo di sangue, sacrifici e miseria. Tutto questo per scacciare gli
invasori tedeschi e sconfiggere i traditori fascisti, i quali non esitavano
a denunciare, picchiare, torturare e tradire i loro concittadini, facendo,
succubi, il gioco dei nazisti.
02/09/1943 - A Prato un'incursione aerea di circa 60 velivoli distrugge in parte la stazione ferroviaria e zone del Palco e di Santa Cristina provocando il ferimento di diverse persone. Dopo 69 allarmi dal giugno del '40, questo è il primo bombardamento sulla città, quasi a segnare la svolta delle operazioni belliche che avverrà con l'armistizio.
11/11/1943 - Un bombardamento della durata
di un'ora e mezza colpisce la Stazione ferroviaria di Prato e le zone
limitrofe provocando la morte di due persone e il ferimento di altre venti.
Danni alla reta idrica, incendi innescati dalle bombe, distruzione di
abitazioni civili e di fabbriche rendono da questo momento sempre più
difficile la ripresa delle normali attività, mentre cresce la rabbia
impotente della popolazione nei confronti delle autorità che hanno
dato l'allarme a bombardamento iniziato. Foto
stazione (48 Kb).
03/01/1944 -A Valibona,
18 partigiani capeggiati da Lanciotto
Ballerini
vengono accerchiati nella notte da un reparto della guardia nazionale
repubblicana di Prato che agisce insieme a dei fascisti e ai carabinieri
di Calenzano. Scoppia un combattimento che porta a un vero e proprio massacro,
con successive rappresaglie fasciste sulla popolazione locale.
Gennaio 1944 - I bombardamenti su Prato si fanno sempre più intensi e la città è gravemente danneggiata nelle infrastrutture, abitazioni e fabbriche. Foto fabbriche (26 kb).
08/02/1944 - Un'incursione aerea a Prato
causa l'interruzione di Via Bologna e Via del Palco, nonché la
distruzione della millenaria Chiesa di Filettole (foto
bombardamento 53 Kb). Rimangono uccise due persone.
Anche il 14 e il 16 febbraio la città è sottoposta a pesanti
bombardamenti con morti e feriti (foto S. Bartolomeo
21 Kb).
22/02/1944 - Carlo Ferri costituisce con circa 40 uomini sul Monte Iavello la formazione partigiana "Orlando Storai".
04/03/1944 - Anche a Prato ha inizio lo
sciopero generale.
Malgrado l'affissione di manifesti intimidatori, gli operai proseguono
in massa lo sciopero per giorni e giorni.
La rappresaglia fascista si manifesterà subito con il rastrellamento
indiscriminato di molti uomini, a seguito della richiesta tedesca di 1900
persone da deportare nei campi di lavoro germanici; si scatena una vera
e propria caccia all'uomo, dove chiunque casualmente si trovi per
strada venie catturato. Contemporaneamente, il 7 marzo, un altro pesante
bombardamento si abbatte sulla città.
07/03/1944 - Nel corso degli incessanti bombardamenti viene colpita e danneggiata la casa di Filippino Lippi con la distruzione del prezioso Tabernacolo che ornava la facciata. Leonetto Tintori sfidando il commissario prefettizio ridà vita all'opera d'arte.
08/03/1944 -132 pratesi accertati vengono deportati da Firenze al lager di Mauthausen in carri ferroviari piombati. Di essi solo 20 sopravviveranno e riusciranno poi a tornare a casa.
22/03/1944 -A Migliana la formazione Storai mette in fuga 200 militi del battaglione "Ettore Muti".
02/06/1944 - Quindicesima incursione aerea sull'area pratese con interruzione della linea ferroviaria Prato-Pistoia.
11/06/1944 - Alla Stazione di Carmignano, nella sede ferroviaria di Poggio alla Malva, una squadra di partigiani fra cui Bogardo Buricchi e suo fratello Alighiero, riesce a far saltare in aria otto vagoni carichi di esplosivi destinati al fronte. L'azione, nella quale rimasero uccisi, oltre ai due fratelli, Ariodante Naldi e Bruno Spinelli, rappresenta uno degli episodi più importanti della guerra partigiana nel pratese.
14/06/1944 - Diciannovesima incursione aerea su Prato; 40 bombe lanciate sulla ferrovia uccidono 3 persone e ne feriscono 13. Intanto sul Monte Iavello sono sempre più numerosi gli uomini che si uniscono ai partigiani: si costituisce così la Brigata Buricchi.
15/06/1944 - Il partigiano pratese Ruggero Tofani (foto 72 Kb) detto Tantana viene seviziato e barbaramente ucciso dai fascisti in località Catena, nella casa di un conoscente presso il quale era ospitato dopo aver partecipato con altri partigiani al recupero di armi per la Resistenza; da tempo controllato dai fascisti, non era riuscito a sfuggir loro.
28/06/1944 -Il commissario prefettizio di Prato Tomaso Fracassini fugge al nord con la propria famiglia; sarà arrestato dopo la liberazione. A Prato sarà sostituito dal Commissario di Pubblica Sicurezza Rosario Ardizzone.
Luglio 1944 - Il mese è caratterizzato da una violenta serie di incursioni aeree, che causano più di 60 morti e danni a edifici industriali, abitazioni civili e infrastrutture. L'obiettivo principale dei bombardamenti era il deposito di carburante che i tedeschi avevano allestito alle Cascine di Tavola. Mentre la città era martoriata dalle bombe, i tedeschi distruggevano macchinari e saccheggiavano fabbriche, facevano saltare i ponti sul Bisenzio e attuavano rappresaglie sulla popolazione già stremata dal terrore e dalla fame; intanto molti fascisti cominciavano ad allontanarsi dalla città, forse nella percezione dell'imminente sconfitta.
10/08/1944 - Il tenente tedesco Druaier arriva a Prato, dove rimane fino alla fine del mese con il compito di saccheggiare la città, depredandola di tutta la merce rimasta per inviarla a Bologna.
11/08/1944 -Il CLN toscano dà l'ordine dell'insurrezione generale a Firenze, dove il 4 agosto erano giunte le avanguardie alleate. La città sarà definitivamente liberata solo il 1° settembre.
Agosto 1944 - Dal 12 agosto fino alla fine del mese raffiche di artiglieria e bombe colpiscono più volte la città causando morti e feriti; viene allestita una vedetta di avvistamento sulla torre di Palazzo Pretorio. Intanto, si hanno notizie di scontri sempre più frequenti fra bande partigiane e tedeschi intorno alla città.
01/09/1944 -Gli alleati arrivano a Campi Bisenzio, mentre il comando della feldgendarmeria tedesca lascia Prato dopo aver distrutto sistematicamente fabbriche, abitazioni civili e intere vie.
04/09/1944 -A Iolo 3 morti e 3 feriti sono le vittime delle raffiche di artiglieria alleate.
05/09/1944 - 9 persone vengono uccise e 12 ferite in Piazza Duomo in seguito all'esplosione di varie granate. Il CLN pratese, già in contatto con gli alleati fermi a Campi Bisenzio, dà l'ordine alla Brigata Buricchi di scendere dal Monte Iavello per occupare la città. In serata i primi soldati alleati arrivano in Via Zarini.
06/09/1944 - Il CLN locale nomina la Giunta Comunale. Nella mattinata dello stesso giorno 29 partigiani della Brigata Buricchi vengono catturati e impiccati a Figline dai tedeschi dopo uno scontro cruento. In seguito i tedeschi iniziano una "caccia al partigiano" fino sul Monte Iavello e nella Val di Bisenzio
Settembre - Ottobre 1944 -La città di Prato comincia lentamente a rivivere, i tedeschi tornano a farsi sentire sganciando varie bombe sul territorio pratese fortunatamente senza fare vittime; fino all'aprile del '45 gli alleati non avanzeranno oltre la Linea Gotica.