Reddito e Pensione di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza è un sostegno per famiglie con alcuni disagi, che mira al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. 

La Pensione di cittadinanza è un sussidio economico rivolto alle famiglie di anziani in difficoltà. La misura risulta diversa rispetto al Reddito di cittadinanza, in quanto non sono previsti adempimenti legati al lavoro, ma è sufficiente la presentazione della domanda per poter accedere al beneficio, avendone i requisiti.

Se si beneficia del Reddito di cittadinanza, la Pensione decorre dal mese successivo a quello del compimento del 67° anno del componente più giovane. In tal caso, la trasformazione da Reddito di cittadinanza a Pensione di cittadinanza avviene di ufficio.

Entrambi i benefici vengono accreditati mensilmente su una carta prepagata, diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno, cosiddetta Carta Rdc, a partire dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. 
La carta può essere utilizzata per sostenere spese di beni di consumo, pagare utenze, effettuare un bonifico al mese per pagamento canone locazione o rata del mutuo della casa di abitazione del nucleo familiare, prelevare mensilmente contanti almeno pari a 100 €. La cifra si determina in base al numero e alla tipologia dei componenti.

I passi da fare

1
Verifica dei requisiti
2
Presentare la DSU ai fini ISEE
3
Presentare domanda
4
Attendere la comunicazione dell'Inps

Chi può richiederlo

  • Chi ha determinati requisiti di reddito, patrimonio immobiliare, finanziario, cittadinanza ed età

Documenti richiesti

  • Dichiarazione Sostitutiva Unica - DSU

Modalità di presentazione della domanda

  • Procedura online
  • Tramite Caf, istituti di patronato o uffici postali

Il beneficio economico è dato dalla somma di una componente ad integrazione del reddito familiare (quota A) e di un contributo per l’affitto o per il mutuo (quota B).

Nello specifico:

  • la quota A può arrivare fino ad un massimo di € 6.000,00 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, in caso di Reddito di cittadinanza, oppure di € 7.560,00 in caso di Pensione e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo;
  • la quota B, in caso di locazione della casa di abitazione, non può essere superiore ad € 3.360,00 annui. In caso di mutuo, non può essere superiore a € 1.800,00 annui.

In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui.

Il Reddito e la Pensione di cittadinanza sono riconosciuti ai nuclei familiari che risultano, al momento della presentazione della domanda e per tutta l’erogazione del beneficio, in possesso dei seguenti requisiti:

  • valore ISEE in corso di validità pari o inferiore a € 9.360;
  • valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad € 30.000;
  • valore del patrimonio finanziario (es. risparmi), non superiore ad € 6.000, accresciuto di € 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di € 10.000, incrementato di ulteriori € 1.000 per ogni figlio successivo al secondo (i predetti massimali sono ulteriormente incrementati di € 5.000 per ogni componente con disabilità);
  • un valore del reddito familiare compreso fra € 6.000 ed € 12.600, calcolato in base alla composizione del nucleo familiare;
  • residenza in Italia, da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due anni, in modo continuativo oppure sussistenza di residenza effettiva, mediante oggettivi elementi di riscontro, qualora non risultasse sufficiente il ricorso alla verifica anagrafica (come comunicato nella 'circolare Inps nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 3803 2020' disponibile in fondo al testo);
  • cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, o familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o proveniente da paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, o cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • per la Pensione di cittadinanza: tutti i componenti del nucleo familiare devono avere età pari o superiore ai 67 anni

Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche se tutti i suoi componenti ricevono l’indennità di disoccupazione NASPI.

Motivi di esclusione

Nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo o avere la piena disponibilità di:

  • autoveicoli e motoveicoli immatricolati per la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, oppure
  • autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cilindrata immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti (fatti salvi autoveicoli e motoveicoli per cui è prevista un’agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità)
  • navi ed imbarcazioni da diporto.

Sono esclusi dal beneficio i nuclei familiari in cui siano presenti soggetti disoccupati che hanno presentato dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi dalla presentazione della domanda, fatte salve le dimissioni per giusta causa.

Al momento della domanda è necessario aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica - DSU, ai fini ISEE. Sarà l’Inps ad associare l’isee alla domanda.

Il sostegno economico per il Reddito di cittadinanza dura 18 mesi e può essere rinnovato per ulteriori 18 mesi.

Prima di ciascun rinnovo occorre attendere la sospensione di un mese dall'erogazione del beneficio. Tale sospensione non è prevista per la Pensione di cittadinanza che quindi si rinnova in automatico.

La domanda per il Reddito e la Pensione di cittadinanza può essere presentata dal 6 marzo 2019 con le seguenti modalità:

Allo sportello

Rivolgendosi:

  • ai CAF (centri di assistenza fiscale)
  • agli istituti di patronato
  • ad un ufficio postale

avvalendosi del modello di domanda predisposto dall'Inps.

Dopo aver presentato la domanda, occorre:

  1. attendere la comunicazione dell’Inps di accoglimento o rigetto tramite email e/o sms ai recapiti indicati dal richiedente nel Modello di domanda;
  2. in caso di accoglimento, attendere la successiva comunicazione di Poste in cui viene fissato l’appuntamento per recarsi all’ufficio postale a ritirare la carta Rdc ed il relativo Pin. La carta sarà intestata al richiedente.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio (quindi dalla mail o dal sms di Inps che comunica l’accoglimento della domanda), i componenti del nucleo, maggiorenni e non esonerabili, sono tenuti alla Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), nonché all’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo (Patto per il Lavoro con un Centro per l’Impiego o un’agenzia per il lavoro o un ente di formazione accreditato) e all’inclusione sociale (Patto per l’Inclusione con i servizi sociali dei Comuni).

Sia nell’ambito del Patto per il Lavoro che del Patto per l’Inclusione, i beneficiari saranno tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai Comuni, fino ad 8 ore settimanali.

La DID può essere resa presso i Centri per l’Impiego o patronati convenzionati con l’Anpal (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), o tramite l’apposita piattaforma digitale (in fase di attuazione).

Sono tuttavia esclusi dalla presentazione della DID i seguenti soggetti: minorenni, beneficiari del Rdc pensionati, beneficiari della Pensione di cittadinanza, soggetti oltre 65 anni di età, soggetti con disabilità, soggetti già occupati oppure che frequentano un regolare corso di studi o di formazione.

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Se il nucleo familiare varia rispetto a quello risultante dall’attestazione ISEE in corso di validità è necessario ripresentare la DSU aggiornata entro 2 mesi dalla variazione e anche una nuova domanda di Reddito di cittadinanza/Pensione di cittadinanza, pena la decadenza dal beneficio.

Qualora la variazione sia dovuta a nascita o decesso di un componente occorrerà ripresentare solo la nuova DSU, pertanto non occorre rifare anche la domanda.

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