Il Reddito di Libertà è un contributo a favore di donne vittime di violenza seguite dai Centri Antiviolenza riconosciuti dalla Regione di residenza e/o dai Servizi Sociali dei Comuni, pensato per sostenere il loro percorso di autonomia o per la tutela e il sostegno nella crescita dei figli.

Si tratta, infatti, di un aiuto economico di 400 € mensili, per il massimo di un anno, la cui erogazione è condizionata dalle risorse complessive che lo Stato ha assegnato alle Regioni e dal numero di domande che perverranno.

È stato istituito con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e attuato con la Circolare Inps n. 166 del 8 novembre 2021. Maggiori informazioni sul sito dell'INPS.

I passi da fare

1
Rivolgersi al centro antiviolenza
2
Recarsi presso l'ufficio comunale di competenza
3
Consegnare la domanda

Chi può richiederlo

  • Donne vittime di abusi e in una particolare condizione di povertà e vulnerabilità

Documenti richiesti

  • Attestazione del centro antiviolenza
  • Modulo di domanda del Reddito di Libertà

Contributo

  • 400 € mensili per il massimo di un anno

Destinatarie del contributo sono le donne residenti nel territorio italiano che siano cittadine italiane o comunitarie oppure, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno. In più, ai fini del presente beneficio, alle cittadine italiane sono equiparate le straniere aventi lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria (cfr. l’art. 27 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251).

Per accedere al reddito, le donne devono inoltre trovarsi in una particolare “condizione di povertà e vulnerabilità”, ossia in una situazione di urgenza e bisogno che dovrà essere certificata dal Servizio Sociale Professionale della Società della Salute Area Pratese.

Per ottenere il reddito è obbligatorio che il Centro Antiviolenza riconosciuto dalla Regione di residenza o domicilio attesti la frequentazione di un percorso di fuoriuscita dalla violenza della donna richiedente all’interno del Centro.

Per effettuare la procedura di richiesta del beneficio per prima cosa è necessario rivolgersi al Centro Antiviolenza di riferimento, il quale dovrà rilasciare l’attestazione prevista dalla procedura.

Una volta ottenuta l’attestazione, le donne interessate possono presentare domanda al Comune di residenza, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato. Successivamente sarà l’ufficio comunale che inoltrerà la domanda all’INPS.

Le donne residenti nel Comune di Prato devono rivolgersi all’ufficio Minori e Famiglie presso i Servizi Sociali.

Le domande potevano essere presentate all’INPS fino a venerdì 31 dicembre 2021.

Allo sportello
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Apertura al pubblico (solo su appuntamento)
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Lunedì e giovedì ore 9.00 - 13.00 e ore 15.00 - 17.00
Prenotazione telefonica appuntamenti
Lunedì e giovedì ore 9.00 - 13.00 e ore 15.00 - 17.00; martedì, mercoledì e venerdì ore 9.00 - 13.00

Per informazioni ci si può rivolgere al Centro Antiviolenza che segue il percorso della persona interessata oppure si può telefonare al numero verde del Punto Unico di Accesso al Servizio Sociale – PUA del Comune di Prato.

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Numero verde
Per appuntamenti 800922912
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