Percorso seguito a Prato
Il metodo di lavoro individuato dall'Amministrazione Comunale è un percorso
lungo ed organico che si è basato su tappe diversificate. La prima fase è
una fase di studio e riflessione che si è avvalsa dei seguenti strumenti:
- Ricerca della Società "Le Nove": è stato affidato a chi ha
già maturato un'esperienza in altre città l'incarico di consultare i cittadini,
di verificarne il livello di soddisfazione e di raccoglierne le esigenze più
diffuse. è stata commissionata a questo proposito una ricerca che si è articolata
in due parti, abbastanza autonome tra loro, ma tenute insieme da un'unità
di intenti e obiettivi. Nella prima parte, tramite un sondaggio telefonico
su un campione di cittadini, sono state rilevate le opinioni e i bisogni rispetto
agli orari dei servizi commerciali, degli uffici del Comune e agli spazi ricreativi
e culturali che interessano il tempo libero. Nel corso dell'indagine si sono
raccolte opinioni, critiche e proposte per migliorare la qualità della vita
urbana. Nella seconda fase si è cercato di risalire dai comportamenti ai
soggetti, al loro modo di porsi come individui e soprattutto come gruppi analizzando
in particolare come si è trasformato il rapporto tra cittadini e territorio,
se, in quale misura, hanno ancora valore le culture locali, le aggregazioni
territoriali, che cosa segna l'appartenenza dei singoli ad un gruppo, ad un'area,
a un territorio, quali ne sono le modalità, come si manifestano le "persistenze
identitarie e comunitarie". Sulla base dei risultati emersi nella prima
fase della ricerca è stato redatto un questionario rivolto ad un campione
di cittadini di Galciana, S. Paolo e del Centro Storico. Si riteneva infatti
opportuno prendere in esame quartieri rispondenti a tipologie diverse, nei
quali studiare il problema delle identità, e verificare lo stato di fatto
dei servizi dal punto di vista del loro decentramento e del rapporto di scambio
nella fruizione dei servizi fra il centro e la periferia5.
- Ufficio di Statistica del Comune di Prato: l'Ufficio di Statistica ha fornito
un approfondito quadro sulla popolazione e sulle imprese presenti nell'area.
In particolare sono state utilizzate le seguenti pubblicazioni: Annuari Statistici
del Comune di Prato, pubblicazioni su i movimenti delle imprese iscritte alla
Camera di Commercio di Prato (dati CERVED) e i fascicoli sui dati del censimento
relativi ad argomenti di carattere generale: abitazioni, famiglie, stranieri,
pendolarismo, attività economiche, etc..
- Le indagini preliminari al Piano Regolatore del comune di Prato: la ricerca
è stata condotta da un gruppo disciplinarmente composito, coordinato da Giacomo
Becattini, Paolo Giovannini e Raimondo Innocenti. Lo studio effettuato dall'Iris
(pubblicato nel volume "Prato metamorfosi di una città tessile"
- a cura di P. Giovannini e R. Innocenti- edito da Angeli nel 1996) si è
posto l'obiettivo di aggiornare e approfondire il quadro delle conoscenze
sulle trasformazioni dell'area pratese, potendo tra l'altro usufruire - (grazie
alla collaborazione con l'Ufficio di statistica del comune) dei censimenti
Istat del 1991. L'insieme delle ricerche che stanno alla base del citato volume
si sono articolate secondo tre linee di lavoro principali: una prima linea
di ricerca si è incentrata sui mutamenti della struttura demografica e sociale
e su quelli nella sfera valoriale e culturale. Una seconda linea di studio
ha affrontato l'evoluzione delle attività economiche, con particolare riguardo
alla riorganizzazione del sistema produttivo ed all'andamento del mercato
del lavoro. Una terza linea di ricerca ha riguardato il complesso dei piani
urbanistici del secondo dopoguerra ed ha analizzato le trasformazioni della
città e del territorio. Una trattazione a parte è stata riservata alle trasformazioni
delle aree agricole e forestali.
- "Studio sulla mobilità la sosta e il trasporto pubblico locale"
(a cura di Daniele Rallo e Luca Della Lucia, 1995): nella fase di studio si
sono tenuti presente anche i contenuti di tale indagine che supporta il Piano
regolatore Generale. I contenuti di tale rapporto sono: l'analisi del Piano
del Traffico, della strumentazione vigente relativa sia al territorio comunale,
sia al territorio di scala vasta; analisi della mobilità generale di carattere
sistematico attraverso la elaborazione dei risultati del censimento Istat
del 1991; ricostruzione delle problematiche legate al trasporto pubblico,
alla circolazione, alla sosta; analisi della domanda e dell'offerta di trasporto
pubblico; definizione di linee di ipotesi e di intervento relativamente ai
tre principali aspetti della mobilità: il trasporto pubblico, la viabilità
e le aree di sosta.
Dopodichè è iniziato il coinvolgimento di tutti gli attori sociali:
- il 23 febbraio 1996 è stato organizzato un seminario dal titolo "Prato
cambia i tempi" con il quale il Comune ha avviato un dialogo con Istituzioni,
parti sociali e cittadini per un Piano Regolatore degli Orari. In questa occasione
è stato dato rilievo ai soggetti che erogano i servizi fondamentali (scuola,
commercio, sanità, enti pubblici, trasporti), ma il dialogo è stato avviato
anche con altri soggetti presenti. Con i presenti, oltre all'individuazione
dei problemi, c'è stato un proficuo scambio di idee e proposte.
- Protocollo d'intesa sui Tempi e Orari della città: durante il seminario
è stato discusso un Protocollo di Intesa, che successivamente, il 22.03.1996,
è stato firmato da tutti gli Enti e organizzazioni economiche e del lavoro.
Tramite tale documento sono stati individuati i seguenti obiettivi generali
(riassumibili nell'obiettivo più generale di migliorare la vivibilità della
città secondo le esigenze della domanda) che si propongono di dare risposta
- attraverso l'azione coordinata dei soggetti firmatari - ai problemi emersi
nella fase di studio e di dibattito:
migliorare la vivibilità della città anche attraverso una riorganizzazione
dei tempi della Pubblica Amministrazione;
contribuire alla decongestione del traffico attraverso una distribuzione più razionale delle attività ed una riduzione degli spostamenti inutili;
coordinare gli orari delle attività e dei servizi seguendo il principio della diversificazione e della complementarietà, avvicinandoci ad un'ottica della 'città permanentemente attiva;
incentivare il decentramento dei servizi e la costituzione di centri unici per migliorare l'accesso e le informazioni per i cittadini;
valutare con serietà le esigenze di uso del tempo e di fruibilità dei servizi
di fasce della popolazione che spesso vengono lasciate in secondo piano perchè
prive di potere contrattuale (donne, anziani, bambini).
Sono stati inoltre individuati i criteri da seguire per raggiungere tali obiettivi
che sono sintetizzabili nelle seguenti linee di piano (che di seguito verranno
illustrate in dettaglio):
I - PRATO SCORREVOLE;
II - PRATO FACILE E TRASPARENTE;
III - PRATO APERTA;
IV - PRATO AMICA.
Chi ha firmato tale documento ha vincolato se stesso ad un metodo di concertazione,
a una programmazione comune per la quale occorreva individuare uno strumento
rappresentativo e agile al tempo stesso, ovvero una Consulta permanente degli
Orari e dei Tempi della città.
- Il primo passo concreto dopo la firma del Protocollo di Intesa è rappresentato
dall'insediamento di tale consulta (avvenuto il 29-5- 96) alla quale partecipano
tutti i firmatari e tutti gli organismi ed enti sul territorio che hanno relazioni
con utenti e con i quali è possibile concordare i tempi di erogazione dei
servizi. Ad essa è stato affidato il compito di elaborare il disegno complessivo,
di suggerire sperimentazioni anche per settori specifici e di verificarne
i risultati nei tempi stabiliti. La consulta deve essere intesa come un tavolo
di lavoro permanente che adotta come metodo di lavoro gli strumenti della
concertazione, della sperimentazione, della verifica e del monitoraggio.
L'idea che emerge è quella che la Consulta rappresenti un tavolo generale
di discussione nel quale vengono individuati argomenti e fasce tematiche da
analizzare di volta in volta (es. servizi pubblici, servizi alla persona,
servizi ed uffici privati, banche, ecc.) allo scopo di redigere, attraverso
una serie di provvedimenti "tematici", un vero e proprio Piano
Regolatore degli Orari.
Si è scelta la strada delle riforme progressive e graduali, che nascono dalla
comprensione dei problemi di ogni singolo comparto e dalla concertazione con
i diretti interessati, piuttosto che la via del "Piano globale del Sindaco"
che scatta per tutti contemporaneamente all'ora x".
La concezione con cui è stato concepito il Piano è quella di metapiano,
ovvero di un documento trasversale, con un'azione forte di coordinamento e
armonizzazione delle scelte di settore, che non si sovrappone dunque alle
altre scelte di programmazione (Piano regolatore Generale, Piano regolatore
del Commercio, etc.) ma che vi si integra e le completa.
- L'istituto Iris (Istituto di Ricerca e interventi Sociali) è intervenuto
nell'attività della consulta con un incarico di assistenza tecnico scientifica
mirato ad integrare il lavoro della consulta tramite la partecipazione alle
attività della stessa e la predisposizione di un documento di analisi e descrizione
dei vari punti di lavoro predisposti dal Protocollo di intesa. L'istituto
svolge dal 1990 un'importante attività di ricerca e di analisi del territorio
per cui si è ritenuto che le attività trascorse, in atto e in progress dell'istituto
potessero fornire un approfondito quadro di riferimento relativo ai bisogni
espressi dai pratesi per migliorare la vivibilità della città. Le attività
dell'istituto - oltre alla già citata indagine preliminare al Piano Regolatore
Generale - che integreranno l'attività della Consulta sono relative anche
all'Osservatorio sociale dell'Iris che è stato predisposto dal Comune di
Prato per studiare la qualità della vita e i bisogni delle famiglie pratesi.
Nel 1996 l'Osservatorio, adottando come unità di indagine la famiglia, si
è rivolto alle figure femminili presenti all'interno della famiglia stessa
ed ha analizzato i diversi modelli di partecipazione al mercato del lavoro
e alla scolarizzazione espressi dalle donne appartenenti a diverse fasce di
età e le modalità di tale partecipazione nelle varie fasi del corso di vita,
mettendole in relazione con le trasformazioni delle tipologie familiari, del
lavoro, di cura e della rete dei servizi sociali ed educativi. Sono state
inoltre affrontate tematiche relative alla vivibilità della zona in cui risiede
la famiglia, ai servizi pubblici e privati presenti nella zona e alla loro
accessibilità. L'Istituto ha inoltre in atto le indagini preliminari al nuovo
Piano del commercio e al progetto "Città sane".
