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Comune di Prato

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Testo del piano regolatore degli orari della città di Prato

L'evoluzione demografica e sociale

Per analizzare qual è stata la metamorfosi avvenuta in tempi recenti della vecchia città tessile bisogna accennare brevemente anche l'evoluzione demografica e sociale della popolazione avvenuta in tempi recenti.
Rispetto ai decenni precedenti, gli anni ottanta hanno registrato – dopo un lungo periodo di incremento demografico, una netta tendenza al rallentamento della dinamica. Una componente del rallentamento del processo di crescita della popolazione è stata quella cosiddetta "naturale", dovuta alla diminuzione della natalità, evidenziatasi dall'anno 1989 con saldi naturali divenuti negativi. Anche la forte contrazione di flussi migratori ha contribuito ad un periodo di scarso o nullo dinamismo demografico, essendosi molto attenuati i flussi nazionali e locali che tradizionalmente sono stati facilmente assimilati dall'organismo sociale e produttivo pratese. Ad essi sono subentrati flussi extra-comunitari di più difficile assimilazione culturale. In particolare, problemi nuovi si presentano nell'assimilazione dell'immigrazione cinese, che ha dato luogo ad un'autentica comunità nella comunità.
Altro fenomeno di rilievo è il progressivo invecchiamento della popolazione: la dinamica della popolazione anziana a Prato vede le persone con più di 60 anni superare in valore assoluto quelle con meno di 20 anni, dato perfettamente in linea con la dinamica della popolazione anziana del nostro paese che è - per intensità e velocità - una delle più significative del mondo intero2.
Siamo in presenza di processi di nuclearizzazione delle strutture familiari dovuti sia ai mutamenti demografici sopra descritti (l'allungamento della vita media e il decremento delle nascite) – che a processi di modernizzazione, così come alla comparsa di nuovi assetti normativi, che consentono il divorzio o la costituzione di unioni di fatto. Cominciano a formarsi famiglie composte da un solo genitore con figli (come conseguenza di separazioni di fatto e di divorzi), ma compaiono anche famiglie unipersonali prevalentemente formate da persone anziane che rimangono sole.
Quanto alle nuove generazioni è emerso un forte prolungamento della permanenza come figli nel nucleo familiare di origine che coinvolge i giovani in età ormai adulta (dopo i 25 anni di età).
La prolungata permanenza in famiglia dei figli è un fenomeno generale (che caratterizza la nazione ed anche regione toscana) che viene spiegato con la compresenza di molteplici fattori strutturali e contingenti: la tradizione tardiva nel matrimonio nel nostro paese e la persistenza di un modello di comportamento per cui si esce dalla famiglia di origine solo quando ci si sposa, l'aumento della scolarizzazione, le crescenti aspettative e difficoltà nel raggiungimento del lavoro desiderato, nonchè le difficoltà crescenti relative al mercato delle abitazioni (Saraceno 1996; Meini 1997).
I dati del censimento sul livello di scolarizzazione nel distretto pratese hanno segnalato differenze straordinarie tra i giovani e la popolazione nel suo complesso: mentre quasi due terzi di questa non arriva al diploma di scuola media inferiore, tra i primi questa percentuale è ridotta a quantità insignificanti. Il risultato è un'oggettiva diminuzione della dimensione del lavoro nell'esperienza di vita della comunità del distretto, con conseguenze sul piano dei valori e degli atteggiamenti non facilmente valutabili, ma certo di grande impatto su un territorio storicamente modellato dal lavoro come attività e come valore.
Quanto ai mutamenti intervenuti nella stratificazione sociale, abbiamo visto come Prato stia assumendo una connotazione sociale maggiormente legata alle funzioni terziarie della città. Nell'ultimo decennio Prato ha conosciuto un forte incremento delle classi medie (e specialmente del ceto medio impiegatizio) e della borghesia, mentre sono diminuiti i ceti tipici pratesi (lavoratori autonomi e operai dell'industria). Più in generale si è registrato un aumento consistente degli strati sociali legati al terziario. Il ceto medio impiegatizio vede crescere il proprio peso percentuale soprattutto nel settore privato, così come la borghesia che pero' cresce anche nel pubblico. I lavoratori in proprio diminuiscono la loro presenza nel settore dell'industria, ma aumentano quella del terziario. Calano, e non di poco, gli operai dell'industria.


2. Si deve a questo proposito tenere presente che l'Italia è il primo, e per ora unico, paese al mondo in cui le persone con più di 60 anni hanno superato di numero quelle con meno di 20. In Italia poco meno del 23% della popolazione è ultrasessantenne (dati al 1996; fonte: Irp - Istituto di ricerche sulla popolazione del Cnr). Prato appare perfettamente in linea con il dato nazionale con il 23,4% della popolazione sopra i 60 anni contro il 17,1% di popolazione entro i 18 anni.
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