Politica
dei tempi e degli orari nel Comune di Prato
Per descrivere il percorso che abbiamo intrapreso in relazione ai tempi ed
agli orari della città di Prato, il paragone che mi sembra più
appropriato è quello di un "cantiere". In un cantiere alcune
cose esistono già , altre sono a livello di progettazione e di proposta.
Quando, nel Novembre 1995, ho ricevuto dal Sindaco la delega sui tempi e gli
orari, ho ricevuto anche, come eredita' positiva, la ricerca svolta dalla
Società LeNove che approfondisce il tema dei tempi e degli orari nel
rapporto fra i cittadini e la pubblica amministrazione.
Sui risultati della ricerca organizzammo (febbraio 96) una giornata di studio
per riunire tutti i partners, pubblici e privati, istituzioni, categorie economiche,
sindacati, intorno alle tematiche dei tempi; e' stata discussa una bozza di
protocollo di intesa successivamente firmata da tutte le parti sociali.
Con la costituzione della Consulta dei Tempi composta
da tutti i firmatari del Protocollo di Intesa si è fatto un concreto
passo avanti per la programmazione delle politiche dei tempi urbani.
Nella progettazione delle linee di piano la metodologia attuata è stata
caratterizzata da alcuni elementi fondamentali: la concertazione, un'ottica
territoriale allargata, la consapevolezza che le politiche dei tempi urbani
non possono prescindere da una considerazione di genere.
Consideriamo la Consulta uno strumento permanente, di progettazione, monitoraggio
e verifica.
La materia di cui trattiamo, tempi sociali ed urbani, impone un approccio
complesso alle problematiche della vita quotidiana, ed impone anche la considerazione
di una molteplicità di aspetti e di fattori regolati da principi e
vissuti diversi fra loro.
Il Piano degli Orari si presenta come un Meta-piano, una struttura trasversale,
che armonizza tante azioni diverse riconducendole ad una programmazione piu'
generale.
Uno dei principi fondamentali che caratterizzano la programmazione, sottolineato
dal Protocollo di Intesa, e' quello di crare le
possibilita' e le opportunità di muoversi avendo presenti le esigenze
della domanda e non quelle dell'offerta.
Questa specie di "rivoluzione copernicana", che caratterizza le
nuove relazioni fra Pubblica amministrazione e cittadini, incontra non poche
difficoltà di attuazione perche' si scontra con una cultura difficile
da cambiare.
Su questa lunghezza d'onda si pongono nuove concezioni delle categorie di
tempo e spazio; tempo come ricchezza e risorsa, non solo e non tanto di denaro;
spazio, come elemento dato, storico e culturale, con il quale confrontarsi.
Il Protocollo di Intesa contiene tutti i principi fondamentali che abbiamo
assunto come linee guida.
I principi costituiscono la griglia principale dalla quale partono le Linee
di Piano.
Le linee fondamentali sono quattro: Prato Scorrevole,
Prato Aperta, Prato Facile e
Trasparente, Prato Amica.
Per ogni linea di piano abbiamo messo a confronto la realta' con le esigenze
di cambiamento, attraverso l'analisi di documentazione esistente (Ricerca
della Soc.Lenove, studi preliminari del PRG, Piano del traffico, studi sulla
mobilita' urbana, dati raccolti nell'annuario statistico relativi al pendolarismo,
all'immigrazione ecc..).
Conseguentemente, abbiamo evidenziato una serie di Azioni di Piano. Molte
delle iniziative previste sono gia' state attuate.
