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Comune di Prato

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Piano regolatore degli orari della città di Prato

Linea di piano "Prato Aperta"



Azioni realizzate

I risultati ottenuti nell'ambito della linea di piano "Prato Aperta"



Obiettivi

Migliorare la vivibilità della città anche attraverso una riorganizzazione dei tempi e degli orari dei servizi pubblici e privati, orientandoli alle esigenze della domanda e non a quelle dell'offerta; coordinare gli orari delle attività e dei servizi seguendo il principio della diversificazione e della complementarietà, nell'ottica di una città permanentemente attiva e aperta. Questa linea di piano si propone inoltre di aprire sempre più le risorse (anche nel senso degli spazi) della città, moltiplicando le occasioni per arricchire il tempo libero. Intende valorizzare le risorse di tempo delle casalinghe e degli anziani, dei giovani e degli immigrati, delle famiglie, soprattutto la sera, la domenica pomeriggio e nei mesi estivi.
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Il contesto

Prato vive una straordinaria stagione di cambiamento, determinata da alcuni fattori Nella società pratese è in atto un passaggio da una organizzazione sociale strutturata in ragione della produzione, che mette in secondo piano tutto ciò che è relativo alla qualità della vita, ad un assetto nuovo in cui l'aspetto qualitativo assume primaria importanza. è possibile ricondurre questi bisogni ad alcuni processi di mutamento nella struttura demografica e sociale, in atto a Prato a partire dagli anni '80. Data per scontata la conoscenza dei fenomeni di mutamento relativi alla struttura della popolazione (diminuzione del tasso di natalità, invecchiamento della popolazione e riduzione del peso della popolazione giovanile) riteniamo opportuno segnalarne alcuni in particolare: l'aumento dei residenti occupati nel settore terziario (48% della popolazione in condizione professionale) e l'incremento in termini assoluti della popolazione attiva, che però vede un aumento della componente dei disoccupati (Iris 1994). Relativamente alla popolazione non attiva, si rileva la diminuzione della categoria delle casalinghe, soprattutto nelle classi giovanili, e la presenza maggiore di studenti e pensionati. Bisogna inoltre ricordare la crescita del livello di scolarizzazione che però non si è ancora adeguato ai livelli regionali , e gli arrivi dall'estero (in particolare dalla Cina), fenomeno nuovo nella realtà immigratoria pratese.
Questi trend si inseriscono in un processo di deindustrializzazione e di terziarizzazione che spingono inevitabilmente verso nuove organizzazioni degli spazi e dei tempi.
La perdita di centralità del lavoro come attività e come valore, soprattutto presso le giovani generazioni, fa sì che più che una identificazione con l'industria ci sia una forte identificazione con la città. Siamo in presenza di un radicale cambiamento culturale che si concretizza in una maggiore attenzione da parte di cittadini e nei confronti del tempo libero, e più in generale degli aspetti legati alla qualità della vita quali: l'ambiente, il traffico, l'inquinamento.
Inoltre, la sempre più diffusa presenza delle donne nel mondo del lavoro fa emergere sintomi di disagio derivanti dalla rigidità e dall'intensità dei ritmi di lavoro, che, se includiamo il lavoro domestico o "riproduttivo" superano abbondantemente le 10 ore giornaliere (grazie anche alla permanenza di una forte divisione dei ruoli tra uomini e donne) lasciando di conseguenza alla donna poco tempo per sè (Osservatorio Sociale Iris 1996).
Si rende sempre più necessario un cambiamento nell'organizzazione prevalente degli orari che attualmente mostra uno schema temporale "fordista", quindi più segnato dalla continuità e dalla tradizione che da elementi innovativi (articolazione più flessibile, diversificata e allungata).
Il Piano Regolatore dei Tempi si propone di cambiare i ritmi esistenti e di trasformare Prato da città fabbrica a città a misura d'uomo.
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Criticità

La consulta degli orari ha fotografato la situazione della città: i servizi pubblici sono concentrati nella fascia 9-12, o 9-13, con casi di limitazione estrema dalle 9 alle 11. Fanno eccezione solo gli uffici dei quartieri, con 6 sportelli aperti dalle 15 alle 18, dal lunedì al venerdì, in alternanza. Una ricerca della Società Le Nove evidenzia come il 53% delle donne pratesi vorrebbe che gli uffici pubblici fossero aperti a orario continuato fino al primo pomeriggio; il 44% degli uomini chiede l'apertura pomeridiana degli stessi uffici, non fino alle 17, ma dalle 17 alle 19. Per quanto riguarda i negozi, secondo l'indagine citata il 32,7 % delle lavoratrici non è soddisfatta degli attuali orari. è prevista l'apertura anticipata dei negozi alimentari (alle 6,30) e posticipata degli altri (alle 10), nonchè la libertà di scelta tra l'orario continuato e la chiusura alle 21 .
Altri carenze rilevate da recenti indagini riguardano inoltre la mancanza di luoghi di ritrovo per bambini, giovani, adulti e anziani (Osservatorio Sociale Iris). è in particolare la popolazione giovanile a ritenere che la città di sera sia un mortorio (Le Nove) e a sentire l'esigenza di spazi di socializzazione.
è chiaro che la discrepanza tra realtà e necessità dei cittadini è notevole.
Illustrazioni di Fanny Di Cara  
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