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Comune di Prato

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Piano regolatore degli orari della città di Prato

Linea di piano "Prato Amica"



Azioni realizzate

I risultati ottenuti nell'ambito della linea di piano "Prato Amica"



Obiettivi

Sviluppare l'equità sociale in modo che l'uso del tempo, l'accessibilità ai servizi e le opportunità offerte dalla città siano combinate con una maggiore efficienza delle risposte dell'intero sistema urbano in particolare verso categorie sociali più deboli (anziani, bambini, disabili, disoccupati, extracomunitari, ecc.) e con le esigenze di vita delle donne.
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Il contesto

 La vita familiare è il primo luogo dove avvengono le compensazioni tra chi ha più tempo e chi è vincolato a orari rigidi. D'altra parte la struttura familiare - a Prato così come nel resto del paese - sta vivendo un processo di semplificazione della sua struttura: crescono le famiglie unipersonali (come fenomeno essenzialmente legato all'invecchiamento della popolazione), crescono i nuclei monogenitori, diminuisce il numero di figli per coppia, diminuiscono le famiglie estese e multiple.
Ma la separazione della residenza non ha significato il venire meno di vincoli di solidarietà e di collaborazione tra parenti. Tale tendenza riposa soprattutto sui legami di fiducia e di solidarietà tra parenti, sull'aiuto reciproco che viene prestato nei momenti di necessità (Iris 1994).
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Criticità

Il lavoro familiare che viene condotto dalle donne è sempre più variegato: le donne, infatti, sono collocate al centro di una fitta rete di relazioni parentali e familiari, il che significa intrattenere rapporti, essere consapevoli degli aspetti e dell'organizzazione della vita degli altri, dentro e fuori la famiglia, conoscerne i bisogni, fornire supporto e aiuto, essere disponibili sempre. Da recenti indagini è emerso anche che negli anni '90 la "doppia presenza"- ovvero il lavoro retribuito a cui si somma quello domestico- nuovo modello di normalità nel corso della vita delle donne adulte, viene focalizzato non solo sulle donne nel pieno della vita produttiva o riproduttiva, ma anche per le donne che sono vicine all'età del pensionamento (50-60 anni). è proprio in questa coorte di età che si addensano le possibilità che un proprio parente anziano, in genere un genitore o un suocero, perda, progressivamente, o improvvisamente, l'autosufficenza fisica e/o psichica. Tale carico risulta ulteriormente aggravato anche dai figli ormai adulti che, tendono a prolungare la loro permanenza nel nucleo familiare di origine (Osservatorio Sociale Iris 1996).
Tra gli anziani emergono come gruppi sociali più a rischio quelli che, mancando di parenti stretti, si trovano carenti di questa rete di supporto. A questo proposito bisogna tenere presente che questi gruppi diventeranno più numerosi in futuro, quando entreranno nella condizione anziana i membri di quelle coorti di età tra cui è stato più frequente il celibato e il nubilato definitivo, l'assenza o la riduzione della prole, l'instabilità matrimoniale.
Bisogna inoltre tener presente la sempre più rilevante presenza di nuovi cittadini (in prevalenza extracomunitari) e le maggiori difficoltà di questo particolare gruppo di popolazione ad integrarsi ed inserirsi in una rete di rapporti di solidarietà e la nascita di veri e propri quartieri dormitorio dove i legami sono sempre più allentati e il vicinato non esiste più.
Illustrazioni di Fanny Di Cara  
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