salta la barra Comune di Prato  Scuola e Istruzione  Servizio Educazione e Cultura dell'Infanzia  Scuole d'Infanzia comunali  Galciana
Logo Comune di Prato
 indietro
logo scuola

Scuola d'Infanzia comunale di Prato "Galciana"



Chi siamo

Ci presentiamo


disegno infantile di maestre e bambini
  • 8 insegnanti abilitati all'insegnamento
  • 4 operatori scolastici
  • 2 anziani in portineria
  • 100 bambini dai 3 ai 6 anni suddivisi in quattro gruppi di età contigua

Ci caratterizziamo per


Progetto teatro

Le insegnanti della scuola materna di Galciana hanno individuato nel “fare teatro” un’attività educativa di particolare interesse ed efficacia, che sviluppa la capacità espressive e relazionali nei bambini.

Perché teatro?

Il teatro è una delle forme privilegiate d’espressione e comunicazione; nato anche come forma d’espressione interna al gruppo che lo produce, come frutto del raccontare la propria visione del mondo ad altri, si fonda sul meccanismo della finzione, sposta la comunicazione in un mondo diverso da quello reale, uno spazio della fantasia condiviso da chi lo produce e da chi ne fruisce. Nello spazio del teatro si può raccontare se stessi fingendo di parlare di altri, si può giocare con il proprio vissuto e la propria emozione “ facendo finta di….”
Ecco, quindi perché è importante nella scuola di bambini 3/6 anni: la stessa teatralità istintiva che mette in atto il gioco simbolico può essere con il “ fare teatro” collettivizzata.
Lo spazio della finzione teatrale diventa luogo di comunicazione e relazione con gli altri e con la realtà in cui si vive, diventa luogo di conoscenza in cui fare esperienze, in modo piacevole e divertente.

Come teatro?
Nei tanti anni del nostro viaggio teatrale, abbiamo sperimentato modalità diverse di agire sul “palcoscenico” e di avvicinarci ai linguaggi del teatro; ma la formula che è sembrata fino ad ora più efficace è quella di “teatrale” con i bambini ed in parallelo con gli adulti, siano insegnanti o genitori.
Si stabilisce così un “cerchio comunicativo “ fra scuola e famiglia, in cui lo spazio teatrale diventa:

  • Confronto. Si proietta nella finzione scenica consentendo anche di rivivere con distacco gli inevitabili conflitti e le complesse dinamiche del reale. ,aiutando ad affrontarle
  • Incontro. Si può giocare il ruolo che si preferisce e provare a “ rigiocare “sè stessi ed il proprio rapporto col mondo, si può anche riscoprire; la partecipazione alla finzione, la condivisione di un processo creativo che diventa il momento in cui l’ascolto reciproco è più coinvolgente
  • Conoscenza. Il fare divertendosi fissa nella memoria e crea motivazioni a proseguire l’esperienza. Questo è vero sia sul piano cognitivo sia emotivo: il gioco facilita e sostiene la relazione
Quando il gioco diventa finzione, si aggiunge un elemento di divertimento: il teatrale è lo spazio dove ci si incontra e ci si confronta al di là dei ruoli di tutti i giorni.

La scuola dei cattivi Anno educativo 2007-2008

locandina

La programmazione di quest’anno è stata incentrata sulla rappresentazione teatrale “La scuola dei cattivi”, che ha coinvolto bambini, insegnanti e genitori che hanno costituito il gruppo “L’AllegraBrigata”. Le adesioni sono state talmente tante che si sono dovuti aggiungere altri personaggi al copione, per dare modo a tutti di partecipare. L’entusiasmo presume l’avere accolto i presupposti socio-educativi della proposta, ma anche il fatto che tale proposta offre l’opportunità di “divertimento”, nell’accezione educativa del termine.
Gli incontri sono iniziati a Gennaio, la sera dopo cena, a cadenza quindicinale, con la presenza costante di Piera Pugliese, affiancata da una delle altre insegnanti, a rotazione.
I primi due incontri sono stati orientati verso la formazione del gruppo, poiché i genitori provenivano da sezioni diverse e non si conoscevano; gli incontri successivi sono serviti a preparare l’evento scenico.
A distanza di circa 6 incontri, si rileva il raggiungimento dell’obiettivo prefissato: fornire uno strumento per il sostegno alla genitorialità, che non fosse proposto dall’esterno ma scaturito dalla relazione all’interno del gruppo stesso.
Le insegnanti si sono anche accorte che la relazione fra genitore- figlio si è arricchita di un nuovo argomento, quello di fare entrambi la stessa attività, nello stesso ambiente e con le stesse modalità: i figli sono orgogliosi dei genitori che recitano, conoscono la “parte”; i genitori toccano con mano l’impegno anche alla relazione del proprio bambino.
Da aprile, per richiesta dei genitori, gli incontri hanno avuto una cadenza settimanale; segno che è stato creato un gruppo autonomo, svincolato dalle insegnanti, dove diversi incontri sono gestiti da sottogruppi di genitori, al di fuori delle “prove canoniche”
Tramite il gruppo del teatro, sono state veicolate le proposte di riflessione recepite dal corso effettuato dalle insegnanti e dai laboratori proposti ai bambini relative agli stereotipi legati al genere e alle pari opportunità

Integrazione del laboratorio
Il copione teatrale agito dai bambini, non è il punto di arrivo, ma va considerato uno spunto ed uno stimolo per un percorso formativo. Se deve diventare uno strumento di esperienza si deve fare precedere alla “messa in scena” una serie di attività di laboratorio, una specie di palestra espressiva preliminare.
  • Per agire lo spazio coordinandosi e relazionandosi con gli altri: giochi di disposizione spaziale, di utilizzazione spaziale attraverso il movimento, di andature e camminate, d’imitazione….
  • Per padroneggiare l’espressività e la gestualità: giochi d’osservazione dei comportamenti propri ed altrui, giochi sulle 2 categorie di gesti (pratici e simbolici, dalle azioni di spostamento, su di sé e su oggetti, ai gesti che esprimono un concetto, valutazione o informazione).
  • Per la relazione e la socializzazione: giochi per potenziare la fiducia reciproca, le capacità di ascolto, quelle di immedesimazione negli altri.
  • Per il ritmo: giochi relativi
Si arriva così alla caratterizzazione, ai fini prettamente rappresentativi, dei personaggi, superando gli stereotipi tipici del personaggio stesso, essendo trasposta la caratterizzazione su un piano strettamente personale; si riesce così a cogliere, tramite la attribuzione al personaggio, la espressione delle emozioni di ogni bambino.

 indietro  inizio pagina