Qualità dell'aria
L'applicazione della direttiva europea e i rapporti sulla qualità dell'aria a Prato
La normativa sulla qualità dell'aria a livello
Comunitario sta subendo evoluzioni significative, anche grazie all'implementazione
delle conoscenze tecniche e sanitarie.
Nella fase attuale è già stata recepita la Direttiva 96/62/CE (direttiva madre) che modifica in maniera sostanziale l'approccio alla qualità dell'aria.
Le modifiche hanno coinvolto sia sui criteri di gestione che quelli di valutazione della qualità dell'aria, con l'introduzione di nuovi parametri da monitorare e di nuovi indicatori statistici.
La normativa europea ha influenzato anche le scelte di ubicazione delle stazioni di monitoraggio di qualità dell'aria. In particolare le nuove norme hanno ridotto il numero di stazioni necessarie, modificando anche i criteri relativi al posizionamento delle stazioni su macro e su microscala. Ciò, unitamente alle indicazioni da parte della Regione Toscana per l'ottimizzazione della rete, ha comportato la necessità di rilocare alcune stazioni in altri siti.
Altra novità della nuova normativa Comunitaria è stata l'estensione della valutazione della qualità dell'aria su tutto il territorio degli stati membri, non soltanto quindi nelle aree che si reputavano a rischio per la salute umana. La finalità dell'estensione è stata la tutela della salute e dell'ambiente.
Col recepimento delle norme attuative delle direttive "figlie" 30/99 e 69/00 con il D.M. 60/02, sono stati introdotti nuovi criteri di valutazione. Nel periodo transitorio si è assistito alla sovrapposizione di criteri valutativi diversi.
Per gli stati di attenzione e di allarme per l'ozono attualmente si fa riferimento al D.M. 16/05/96. Per gli stati di allarme per NO2 (biossido di azoto) e SO2 (anidride solforosa) si fa riferimento al D.M. 60/02.
Nella fase attuale è già stata recepita la Direttiva 96/62/CE (direttiva madre) che modifica in maniera sostanziale l'approccio alla qualità dell'aria.
Le modifiche hanno coinvolto sia sui criteri di gestione che quelli di valutazione della qualità dell'aria, con l'introduzione di nuovi parametri da monitorare e di nuovi indicatori statistici.
La normativa europea ha influenzato anche le scelte di ubicazione delle stazioni di monitoraggio di qualità dell'aria. In particolare le nuove norme hanno ridotto il numero di stazioni necessarie, modificando anche i criteri relativi al posizionamento delle stazioni su macro e su microscala. Ciò, unitamente alle indicazioni da parte della Regione Toscana per l'ottimizzazione della rete, ha comportato la necessità di rilocare alcune stazioni in altri siti.
Altra novità della nuova normativa Comunitaria è stata l'estensione della valutazione della qualità dell'aria su tutto il territorio degli stati membri, non soltanto quindi nelle aree che si reputavano a rischio per la salute umana. La finalità dell'estensione è stata la tutela della salute e dell'ambiente.
Col recepimento delle norme attuative delle direttive "figlie" 30/99 e 69/00 con il D.M. 60/02, sono stati introdotti nuovi criteri di valutazione. Nel periodo transitorio si è assistito alla sovrapposizione di criteri valutativi diversi.
Per gli stati di attenzione e di allarme per l'ozono attualmente si fa riferimento al D.M. 16/05/96. Per gli stati di allarme per NO2 (biossido di azoto) e SO2 (anidride solforosa) si fa riferimento al D.M. 60/02.
Allegati e documenti
-
Rapporto sulla qualità
dell'aria anno 2008 in formato .pdf 3.08 Mb
-
Rapporto sulla qualità
dell'aria anno 2007 in formato .pdf 3.50 Mb
-
Rapporto sulla qualità
dell'aria anno 2006 in formato .pdf 1.45 Mb
-
Rapporto sulla qualità
dell'aria anno 2005 in formato .pdf 7.74 Mb
-
Rapporto sulla qualità
dell'aria anno 2004 in formato .pdf 1.60 Mb
-
Rapporto sulla qualità
dell'aria anno 2003 in formato .pdf 1.60 Mb
-
Rapporto sulla qualità
dell'aria anno 2002 in formato .pdf 453 kb