"EDUCAZIONE SENSORIALE E ALIMENTARE "
ANNO SCOLASTICO 2007 - 2008

Progetto Educazione Sensoriale ed Alimentare
Soggetto accreditato per la formazione del personale della scuola
(D.M. n.177/2000 - elenco definitivo con decreto del 23/05/2002 e e 05/07/2005 )

 
 
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1. IL TEMA

Educazione sensoriale ed alimentare:

Alfabetizzazione sensoriale, acquisizione delle strutture di indagine organolettica, riflessione sulle molteplici valenze culturali dell'alimentazione e del cibo attraverso il gusto.


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2. LE FINALITA', GLI OBIETTIVI E LA METODOLOGIA DI LAVORO

Finalità:

L'educazione alimentare non è finora entrata nei curricoli educativi della scuola dell'obbligo, se non come una parentesi più o meno breve nel programma di scienze, con un profilo esclusivamente nutrizionistico.

La pratica quotidiana di insegnanti e operatori scolastici ha indotto però a rilevare come (anche nei casi più positivi) le esperienze tradizionali di didattica dell'alimentazione, sia pure realizzate con la collaborazione dell'esperto in Scienza della Nutrizione, rispecchiassero una marcata struttura adultistica, fortemente deduttiva, cioè procedente dall'universale al particolare, e una logica intimamente proibizionista e punitiva che portava a far scontrare i bambini e i ragazzi con ciò che è bene mangiare e con ciò che non deve essere mangiato, a metterlo in una situazione di disagio, rispetto all'incapacità reale della nostra società, squilibrata nell'eccesso di consumo, a suggerire ai suoi componenti, soprattutto ai più giovani e meno esperti, dei modelli alimentari praticabili e salutari. L'educazione alimentare di tipo nutrizionistico ha, fino ad ora, tenuto lontano dalla scuola, il fattore primario che lega l'uomo al cibo necessario al proprio sostentamento: il principio del piacere (piacere derivata dall'uso dei sensi, ma anche il piacere della scoperta, il piacere del gioco, il piacere della compagnia che, a tavola, diventa convivialità); e si è rivelata del tutto inefficace a modificare gli atteggiamenti pregiudiziali e le cattive abitudini alimentari delle giovani generazioni.

Partendo da queste considerazioni didattiche si è avvertita la necessità di cambiare atteggiamento e di affrontare le tematiche dell'educazione alimentare con metodo induttivo, partendo dall'esperienza dei bambini e azzerando completamente le formulazioni e le codificazioni precedenti, per esplorare il territorio del cibo mangiato insieme e gustato intelligentemente, cioè mangiato con piacere, ma con i sensi in continuo stato di preallarme.

La Scienza della Nutrizione non è messa da parte. Ben presente in tutto l'impianto teorico che informa la presente proposta, è tuttavia rinviata, a livello didattico, ad un momento scolastico più avanzato, ipotizzabile negli ultimi anni della Scuola Media Superiore ( momento che qui non si prende in esame sotto questo aspetto) nei quali l'atteggiamento più consapevole e razionale dei giovani può permettere l'acquisizione di informazioni scientificamente corrente, secondo modalità non viziate di paternalismo, o peggio, di terrorismo alimentare.

Muovere dal cibo reale per elaborare esperienze cognitive significa restituire al corpo umano (al di fuori di ogni schema idealistico) la capacità di produrre conoscenza, riconoscendo ad un tempo la centralità del problema del gusto (o dei gusti) e organizzandosi per affrontarlo in modo non casuale o improvvisato e, soprattutto, produttivo.

Tanto più quando, come nella nostra società attuale, sono evidenti alcuni fenomeni (la caduta dei modelli alimentari tradizionali, il mutamento del ruolo sociale della donna, la diffusione crescente di strutture ristorative di massa, la complessiva industrializzazione della produzioni alimentari) con i quali dobbiamo continuamente fare i conti.

Una didattica della alimentazione attraverso la sensorialità e attraverso la cultura del Gusto, rappresenta una proposta concreta verso il superamento della frammentazione delle esperienze spontaneamente realizzate in precedenza in varie realtà scolastiche. A questo scopo Arcigola Slow Food ha strutturato dei percorsi didattico educativi che, nella prospettiva di una varietà di contenuti e procedure, impongono una visione ampiamente trasversale e multidisciplinare della materia ed il ricorso, nella pratica, ad una programmazione per progetti che superi l'atteggiamento monodisciplinare che fino ad oggi è stato prevalente nel campo dell'educazione alimentare.

Metodologia di lavoro.

Ogni incontro prevede un momento per l'inquadramento delle problematiche culturali generali e degli aspetti pedagogico-didattici specifici e due momenti di esperienza pratica della degustazione, per verificare le possibilità di utilizzo creativo e/o scientifico dell'analisi sensoriale.

Sia i momenti teorici che quelli pratici saranno conformati ad una visione olistica, su base antropoculturale, della cultura del cibo, con costante atteggiamento scientifico di adesione al metodo sperimentale.

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3. CONTENUTI DEL CORSO

1° INCONTRO · Motivazioni di un progetto di educazione alimentare e del gusto attraverso i cinque sensi. · L'alfabetizzazione sensoriale ovvero la scoperta delle funzioni sensoriali per mezzo del cibo. · Gli obiettivi dell'attività di educazione alla sensorialità alimentare.

2° INCONTRO · Didattica dell'alfabetizzazione sensoriale. · L'olfatto, la vista , il tatto, il gusto, l'udito. · La grammatica del cibo: gli elementi costitutivi di un alimento.

3° INCONTRO · Metodologie, tecniche e condizioni operative per realizzare progetti e laboratori di educazione sensoriale. · Come si costruisce un ricettario - Bibliografia essenziale. · Gli aspetti culturali dell'alimentazione. · La grammatica del gusto. · Esperienze pratiche di descrizione degli alimenti. · Sintassi del cibo: relazioni e strutture associative nei modelli alimentari.

4° INCONTRO · I prodotti tradizionali e tipici - L'importanza di un territorio e della produzione di qualità. · Laboratorio del gusto con degustazione dei prodotti del territorio.


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4. IL PROGRAMMA DEI LAVORI

Il corso si articola in n. 4 incontri per un totale di n. 15 ore.

Ai docenti verrà consegnato il manuale "Dire, Fare, Gustare: percorsi di educazione del gusto nelle scuole" SLOW FOOD EDITORE, e l'attestato di partecipazione.

Il numero massimo dei partecipanti è 30.

Il PROGETTO DI EDUCAZIONE DEL GUSTO comprende inoltre:

    Consulenza nelle classi per la programmazione annuale e interventi con gli alunni. Incontri coi genitori sull'educazione sensoriale, sulla cultura alimentare, sul rapporto cibo e affettività. Giochi didattici. Organizzazione di eventi, laboratori e settimane del gusto. Monitoraggio delle esperienze e progetti di educazione alimentare e delle mense scolastiche. Indicazioni in merito ai prodotti del territorio, alle cucine locali e agli artigiani del gusto.

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